La vascio art di Roxy in The Box incanta napoletani e “forastieri”

Ultimamente in città la street art sta riscuotendo un grande successo e dopo Jorit Agosh ho scoperto un’altra artista , Roxy in the box, che ha avuto un’idea geniale.

Roxy in the Box sta rendendo,con la sua vascio art, più belli e affascinanti  i vasci dei Quartieri Spagnoli.

L’idea di Rosaria Bosso, in arte Roxy in the box, è frutto di una pazzesca creatività e di un’intelligente coscienza.   Personaggi famosi, da Frida Khalo a Che Guevara disegnati sulle pareti. Questi  sembrano parlarti e accompagnano le lunghe chiacchierate  delle signore  fuori al vascio tra un caffè e l’altro.

Il vascio che è già affascinante  di suo rende un quartiere popolare un vero e proprio museo a cielo aperto.

C’è chi la vede un’abitazione riservata solo  a coloro che non possono permettersi una casa all’interno di un palazzo, ma in realtà non è cosi ve lo assicuro.

Oggi abitare in un vascio  costa quanto un appartamento all’interno di un palazzo.  Quindi c’è ancora chi lo snobba , c’è chi invece sogna di abitarci come i studenti fuori sede e/o gli stranieri.

Il vascio è un ottima finestra sulla città per poter osservare in maniera tridimensionale tutto ciò che accade quotidianamente nei vicoli della città. E’ un libro aperto per poter fare studi sociologici e antropologici.

 

Oggi ho deciso di raccontarvi  questo nuovo progetto di Rosaria Bosso non perché è un fattariello che fa notizia, ma per farvi riflettere un pò sul fatto che Napoli vuole ritornare ad essere  vivace .

Napoli vuole ritornare ad essere una città colorata e allegra cosi come è conosciuta in tutto il mondo e  vuole liberarsi da quel grigiore che ormai verte di su di essa per i fatti che voi tutti conoscete di cui non ve ne parlo perchè già tanti altri ve li hanno raccontati.

Praticamente Rosaria è nu mostro utilizzando un termine francese!

Roxy in the box inizia il suo percorso artistico presso l’istituto d’arte Filippo Palizzi di Napoli e si specializza in affresco presso l’istituto edile la Dozza di Bologna. Ma è a Napoli che decide di insediare le sue radici attraversando tutte le esperienze di vita e dolore che caratterizzato questa controversa città. È da questo immenso microcosmo che insorge il suo occhio critico nei confronti della società contemporanea pronto ad indagare, colpire, schernire e smascherare tutto ciò che risiede aldilà del box. L’arte visiva il suo campo d’indagine, silenziosa ma che tocca in profondità. Pittura, video, installazione, performance; azioni e PULP_azioni che comunicano l’arte attraverso il corpo. Cinema e letteratura i suoi punti di inspirazione. Internet il suo terzo braccio; musica il sedativo e l’ anfetamina. Roxy in the box usa come mezzo la POP ART e tutto ciò che risiede sulla superficie utilizzandone a pieno linguaggi ed icone.

 

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