I fiori sbocciano nel prato musicale: Andrea Sannino

La malafemmena non vi ha abbandonato e vuole aprire la sua linea editoriale di Febbraio, regalando ai suoi lettori una bellissima intervista fatta ad una nuova promessa del panorama musicale partenopeo. La malafemmena intende parlarvi del giovane artista Andrea Sannino che, dopo il grande successo del musical Stelle a Metà , si dedicherà ad un nuovo ed interessante progetto musicale. Un’artista semplice, genuino e partenopeo doc apprezzato da Malafemmena per la passionalità che trasmette attraverso il suo cantare.

Quando hai scoperto di avere questo tuo talento?

Mio nonno era un macchiettista degli anni ’50  e mio padre cantava nei complessi durante il boom dei gruppi negli anni ’70 , ma nessuno dei due ha mai proseguito.  Io ero piccolissimo , 5 o 6 anni , quando a casa con mia sorella , la Domenica pomeriggio guardando Domenica In, ci cimentavamo ad imitare con tanto di microfono (un giravite a stella giallo e nero ) tutti gli artisti che la presentatrice (mia sorella) presentava. Questo era un gioco, un bellissimo gioco, ma da li a poco , a 7 anni  ho iniziato a fare sul serio con la mia prima esibizione. Sono un autodidatta , purtroppo  non ho mai avuto la possibilità di studiare, ma ho trascorso   ore   e  ore a provare  in una cameretta  davanti ad un pianoforte e due microfoni con i miei cugini. Da li ho fatto tante e tante cerimonie  che mi hanno fatto fare faccia e ossa. Oggi ringrazio per quel periodo capitatomi cosi presto.

Quando inizia la tua carriera?

La mia carriera inizia nel 2005  quando intraprendo un’esperienza ricca e continua in tantissime compagnie teatrali amatoriali, come dire la gavetta l’ho fatta davvero. Giravo Napoli e provincia gratis  e facevo quattro  prove in una sola giornata e in posti diversi  solo per l’amore e la gioia che nutro verso questo lavoro. Poi nel 2006  c’è stata la svolta.

Incontro e canto in un programma televisivo, il grande ed unico Lucio Dalla, e da li ho iniziato a  frequentarlo in tantissime altre circostanze  fino alla sua morte. Lui mi ha insegnato tantissimo , l’umiltà dei grandi e soprattutto mi ha fatto riflettere sul fatto che io forse avrei potuto avere realmente delle potenzialità artistiche. “Scrivi, scrivi” mi diceva e io cosi ho fatto . Man mano che passavano i giorni prendevo sempre più coscienza di quello che ero e di quello che sono diventato. Lucio era e resterà  una persona rara, un genio di quelli che nascono ogni cinquecento anni . Ringrazio Dio per  avermi fatto conoscere una grande persona come lui con il quale ho stretto una bella amicizia. Ho rubato tanto da lui e continuo a farlo dalle canzoni che ci ha lasciato.

Com’ è il tuo rapporto con la città di Napoli e quanta napoletanità c’è nella tua musica?

Io mi sento Napoli e sento Napoli in me. Mi sento come un innamorato folle della sua donna. Sono premuroso, geloso e sempre pronto a farle i complimenti. Sono sempre pronto a difenderla quando sento “Napoli è una chiavica” , ma in realtà è un imprecazione -giustificazione  che usiamo noi napoletani per non ammettere che forse “la chiavica” siamo noi. Napoli è bella cosi per come ci è stata donata millenni fa. È il popolo che rende  una città vivibile e  chi governa la città gioca un ruolo fondamentale. Napoli è tutta la mia musica, la sua lingua è qualcosa di quanto più meraviglioso potessimo avere, più bella e musicale dell’italiano. Si dice sempre che bisogna cantare ció che si è. Quando cantano in inglese io non li capisco, non afferro nemmeno una parola, ma riesco ad emozionarmi  e a godere tutta la musicalità della lingua.  Ecco cosi è  il napoletano, ti emozioni anche se non lo comprendi!

Pensi che la nostra musica sia efficace per  poter trasmettere un’immagine positiva della città?

La nostra musica è essenziale.  Prima delle villanelle,  nate a Napoli,  il concetto di canzone cioè parole cantate su una melodia  non esisteva. Noi abbiamo inventato la canzone e lo dico con orgoglio e fierezza. Abbiamo una grande storia musicale alle spalle  e se andiamo in America le canzoni che si ascoltano non sono certo “Una terra promessa” o “Si puó dare di più” che  adoro per carità, ma cantano “O sole mio” e “funiculi funiculá”. Amo sempre ripetere che non esistono generi in musica, ma esiste solo una sostanziale differenza tra  musica bella e musica brutta.  E cosi è anche per il napoletano. Ognuno fa della musica il mezzo che vuole .

Quali saranno i tuoi progetti futuri?

Dopo il grande successo di Stelle a Metà,   le cui ultime repliche si terranno ad Avellino a fine Febbraio, mi sto dedicando anima e corpo a quello che sarà il mio nuovo album. In questi anni ho scritto tanto e  tanto ho da raccontare , volevo farlo in napoletano in particolare. Da anni ormai collaboro con Mauro Spenillo , arrangiatore e parte del duo Principe e Socio M. che ci deliziarono a Sanremo con il brano storico Targato Na   e con Pippo Seno ,  chitarrista tra i più grandi nel panorama nazionale e compositore di numerosi successi partenopei.  Loro saranno i produttori artistici  di questo progetto  che sarà prodotto e distribuito dall’etichetta napoletana per eccellenza , Zeus record, che nella persona di Espedito Barrucci, da subito si è detta entusiasta e felice di aprirmi le porte del loro studio. Stiamo lavorando da giorni ai provini e da inizio Marzo partiremo con la registrazione finale. Ci saranno tante sorprese e qualche collaborazione eccellente.  Non vedo l’ora di farvelo ascoltare, credo per la seconda metà d’Aprile, esatto proprio quando nasce la primavera. 10961681_792349607523096_1456591404_n

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