San Gennaro Day: la festa di Napoli

La malafemmena è sostenitrice delle antiche tradizioni partenopee e soprattutto degli antichi culti popolari che costituiscono un bel pezzo di storia della città. Uno dei culti a cui “Malafemmena” è tanto legata è quello di San Gennaro.

Il culto di San Gennaro è un culto ben radicato a Napoli e nel vicino territorio campano. La devozione popolare è molto forte e ogni anno sono tantissimi i fedeli che si recano al Duomo per assistere allo scioglimento del sangue. San Gennaro è venerato come  un  Dio. Anche chi non è cattolico , è devoto al santo martire in città.  I devoti credono che San Gennaro abbia protetto la città dalle mille intemperie ed è sempre presente quando si ha bisogno di protezione. Ogni buon partenopeo ha qualcosa in casa che rimandi a San Gennaro perchè ispira protezione anche se non gliela si chiede attraverso la preghiera.

 

Il culto del santo martire Gennaro ha origini antichissime. Le fonti liturgiche attestano la sua venerazione almeno dal V secolo e nel calendario napoletanomarmoreo del IX secolo, il Santo è commemorato già in due date diverse: il 13 aprile, momento della traslazione del corpo alle catacombe di Capodimonte, e il 19 settembre, data della sua decollazione a Pozzuoli. Inoltre, dal 1632 a queste date se ne aggiunge una terza, quella del ‘Patrocinio di San Gennaro‘, che ricorda la grazia ricevuta dalla città in occasione della minacciosa eruzione vesuviana del 16 dicembre 1631.La leggenda ci dice che le origini di San Gennaro erano nobili e già nel grembo della madre faceva presagire che sarebbe diventato un santo in quanto, quando questa si recava in chiesa, sentiva agitarsi gioiosamente il bambino.
Durante la persecuzione di Diocleziano, era diacono della chiesa di “Miseno”, Sossio, un giovane trentenne stimato per la santità di vita; in quel periodo Gennaro era vescovo di Benevento e, recandosi a Miseno per partecipare ad una liturgia, ebbe certezza dell’imminente martirio del giovane diacono che, infatti, poco dopo fu imprigionato. Gennaro si recò a fargli visita per consolarlo con il suo diacono Festo e il lettore Desiderio. Riconosciuti come cristiani i tre visitatori furono a loro volta incarcerati e non avendo voluto abiurare la loro fede furono condannati alle fiere nell’arena di Pozzuoli, pene che fu poi commutata in decapitazione e che fu eseguita nel Foro di Vulcano nei pressi della Solfatara di Pozzuoli nel 305. Inizialmente il corpo del santo trovò sepoltura in un luogo detto Marciano nei pressi dei luoghi dove avvenne l’esecuzione, in seguito il vescovo di Napoli Giovanni I volle un sepolcro più decoroso e tra il 413 e il 432 traslò le spoglie del santo nelle catacombe napoletane sulla collina di Capodimonte. In seguito, a causa di una cruenta lotta tra il ducato di Benevento e quello di Napoli, furono trasferite a Benevento e a Montevergine fino a che l’arcivescovo di Napoli Alessandro Carafa ottenne il permesso di riportarle a Napoli.
La prima notizia certa del miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro risale al 17 agosto del 1389 ; per la festa dell’Assunta il partito filoavignonese indisse grandi festeggiamenti cittadini per accogliere un’ambasceria proveniente da Avignone nel corso dei quali vi fu anche l’esposizione pubblica della reliquia del sangue di San Gennaro. La cronaca racconta che il sangue si era liquefatto come se fosse sgorgato quel giorno stesso dal corpo del santo e se ne ricava l’impressione che il miracolo avvenisse per la prima volta. Da allora il culto si andò intensificando sempre più con frequenti notizie dell’avvenuto miracolo.
Il sangue di San Gennaro è custodito in due balsamari vitrei di piccole dimensioni e di foggia diversa databili ai primi decenni del IV secolo.Tre le date fisse del ricorrente prodigio: vigilia della prima domenica di maggio (prima traslazione), il 16 dicembre (anniversario dell’eruzione vesuviana del 1631) e il 19 settembre (data del martirio). Il sangue per liquefarsi può metterci pochi secondi come mezz’ora o giorni, allora la gente prega perché ciò avvenga. A questo proposito conviene spendere due parole sulle cosiddette “parenti di San Gennaro“, che fanno parte del patrimonio etnico e culturale scaturito, nel corso dei secoli, dalla pietà popolare; esse usano espressioni semplici e confidenziali “santo nuosto“, “guappone“, “faccia ngialluta” e via di seguito, preghiere dialettali da recuperare e assolutamente da non emarginare, sono voce della lingua viva napoletana.
Un altro aspetto delle tradizioni legate al miracolo di San Gennaro è dato dalla processione. E’ una tradizione che si perde nei secoli, ricorda la prima traslazione delle reliquie del martire dall’agro Marciano alla catacomba extramuraria di Napoli ad opera, come si è detto del vescovo Giovanni I. Anticamente il clero vi partecipava con ghirlande di fiori sulla testa, tradizione abolita nel Seicento. Questa processione, dal popolo detta anche “processione delle statue” per la presenza delle statue d’argento dei santi compatroni, è un autentico spettacolo di fede e di folclore.

 

La malafemmena ricorda con allegria la festa di San Gennaro a cui tutti partecipavano. Per un periodo di tempo non è stata effettuata più alcuna festa in onore di San Gennaro, ma solo la processione per i fedeli. Quest’ anno la festa ritorna per la gioia di Malafemmena.

Il San Gennaro Day sarà la festa di Napoli. Il 21 Settembre ci sarà la festa a Via Duomo grazie alla meravigliosa direzione artistica di Gianni Simioli, speaker di Radio Marte e innamorato follemente della sua città come “Malafemmena”.  Gianni è apprezzatissimo dalla Malafemmena che quotidianamente ascolta alla radio (RADIO MARTE). Lui crede nella bellezza( non solo estetica) della città e nei giovani cosi come “Malafemmena”. La “Malafemmena” ringrazia Gianni per questa sua idea di rilanciare la festa.

 

 

English version

Malafemmena is a supporter of the old Neapolitan traditions and  the ancient popular cults that make up a good chunk of the city’s history. One of the cults to which “Malafemmena” is so linked is that of San Gennaro.

San Gennaro, the Bishop of Benevento and martyr who was persecuted for being a Christian and finally beheaded in 305 AD, is the patron saint of Naples and the city’s 13th century Gothic cathedral is dedicated to him. Inside the cathedral, or duomo, the Chapel of the Treasure of San Gennaro is decorated with Baroque frescoes and other artworks, but most importantly it holds the saint’s relics including two sealed vials of his coagulated blood housed in a silver reliquary. According to legend, some of his blood was collected by a woman who took it to Naples where it liquefied 8 days later.

On the morning of September 19, the feast day of San Gennaro, thousands of people fill the Naples Cathedral and Piazza del Duomo, the square in front of it, hoping to see the saint’s blood liquefy in what’s known as the miracle of San Gennaro. In a solemn religious ceremony, the Cardinal removes the vials of blood from the chapel where they’re kept and taken in a procession, along with a bust of San Gennaro, to the cathedral’s high altar. The crowd watches anxiously to see if the blood miraculously liquefies, believed to be a sign that San Gennaro has blessed the city (or a bad omen if it doesn’t). If it liquefies, the church bells ring and the Cardinal takes the liquefied blood through the cathedral and out into the square so everyone can see it. Then he returns the reliquary to the altar where the vials remain on display for 8 days.

As with many Italian festivals, there’s much more than just the main event. The ceremony is followed by a religious procession through the streets of the historic center where both the streets and the shops are closed. Stands selling toys, trinkets, food, and candy are set up in the streets. Festivities go on for eight days until the reliquary is returned to its place.

San Gennaro Day will be a big party for the city of Naples.  San Gennaro Day will be in Via Duomo on 21th September at eight o’clock.  Gianni Simioli is the artistic director of San Gennaro Day.   Malafemmena loves Gianni Simioli who is the best radio speaker of Naples.  He believes in beauty (not just aesthetics) of the city and young people as well as “Malafemmena.” The “Malafemmena” thanks Gianni for his idea to revive the party.

French version

Malafemmena aime les traditions  et les cultes populaires napolitaines. Le culte preferèe par Malafemmena est celui de San Gennaro.

Saint Janvier (San Gennaro en italien ou Januarius en latin, saint à deux têtes comme Janus, le dieu dont il tire le nom), évêquede Bénévent, est un saint martyr reconnu par les traditions catholique et orthodoxe, surtout célèbre pour ses reliques qui sont conservées dans la cathédrale Notre-Dame de l’Assomption, à Naples. Il mourut en martyr en 305 près de Pouzzoles, pendant lagrande persécution de Dioclétien.

Saint Janvier est célébré le 19 septembre et est l’un des saints patrons de la ville de Naples.

 

Dans son récit de la vie de saint Paulin évêque de Nola (353431), le prêtre Uranius indique que Paulin reçut, la veille de sa mort, la vision de saint Janvier et de saint Martin, évêque de Tours, venus le chercher pour le conduire au ciel.

Dès le début du ve siècle, les Napolitains vénéraient les reliques de saint Janvier comme en atteste la peinture d’époque représentant le saint nimbé entre deux cierges, dans sa catacombe à Naples.

Saint Janvier vient en tête de la petite centaine de saints patrons que les habitants de Naples se sont donnés. Ceux-ci considèrent que le saint leur a accordé sa protection en 1497 contre la peste de même qu’en 1631, 1698, 1767, 1779… contre les destructions qu’auraient pu causer les éruptions du Vésuve.

Malafemmena est très contente parce que cette annèe la fete de San Gennaro retourne. Le directeur artistique est Gianni Simioli qui est le meilleur radio speaker de Naples.

 

 

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