Il culto dei morti tra atti psicomagici e devozioni.

Ogni anno il 2 Novembre a Napoli c’è l’usanza di andare al cimitero per i defunti.                                                                                         Ogni anno i napoletani lo fanno pe crianza , per commemorare i  defunti a loro più cari. In questo giorno le persone affollano i cimiteri, porgendo davanti ai propri defunti dei fiori o accendendo dei lumini.

Napoli è una delle città in cui è praticato vivamente e sentito in maniera molto forte  il culto dei morti tant’è vero che i morti mantengono rapporti molto stretti con i loro parenti e con le dimore in cui vi abitarono. Si dice che le anime dei morti conoscano il futuro e possono avvisarci di quello che può accadere attraverso i sogni. Anche le anime abbandonate appaiono in sogno, richiedono cure e preghiere per poter alleviare le loro sofferenze in Purgatorio.

Il rione Sanità fu edificato alla fine del XVI secolo in un vallone utilizzato sin dall’epoca greco-romana come luogo di sepoltura. In questo rione sono sorti ipogei ellenistici e catacombe paleocristiane, come quelle di San Gennaro San Gaudioso, stringendo una forte relazione tra uomo e morte che si è protratta nei secoli, dimostrata dal cimitero delle Fontanelle, adoperato per ospitare le vittime della grande peste del 1656.

Addirittura fin dall’ 800 i devoti si recavano nei cimiteri sotterranei dove adottavano un teschio, la cosidetta “capuzzella”, a cui dedicavano cure e preghiere, in cambio di miracoli.  Questo accadeva anche nel Cimitero delle Fontanelle dove le capuzzelle pezzentelle venivano adottate dai devoti e messe in apposite teche, arricchite da santini e altri oggetti religiosi.

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Nel Rione Sanità è nato anche il principe della risata, Totò De Curtis, che scrisse la famosa “LIvella” per omaggiare i defunti. L’associazione Vico Pazzariello anche quest’anno ha pensato di omaggiare Totò nel giorno dei morti, attraverso una performance itinerante, partendo dal sottosuolo e arrivando sul Vesuvio per auspicare la rinascita  della città con l’arte e la cultura.

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